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L’ideale dei due cuori e una capanna tende a implodere, l’azzurro del Principe sbiadisce e Cenerentola gira per casa con i bigodini e la maschera all’argilla!3547z_a-costume-principe-azzurro

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Tanto maggiori saranno le aspettative all’inizio del rapporto, tanto più forte sarà la sensazione di tradimento e delusione quando il rapporto finisce. La coppia contemporanea nasce come ricerca di comprensione assoluta. L’esigenza della soddisfazione reciproca ricevuta in quanto individui è il punto focale, centrale ed irrinunciabile. Dall’altro, ci si aspetta tutto e considerando le ovvie limitazioni di ognuno di noi e l’impossibilità di competere con un’immagine “idealizzata”, è comprensibile come si vada incontro a delusioni, incomprensioni, frustrazioni. Per molti secoli il matrimonio è stato considerato indissolubile ed il divorzio veniva concesso in casi molto limitati. In passato, il così detto sistema accusatorio, prevedeva che uno dei due coniugi, dovesse accusare l’altro, per poter ottenere il divorzio. Le prime leggi che prevedevano il divorzio senza colpa furono introdotte in alcuni paesi verso la metà degli anni Sessanta. In Italia il divorzio è stato introdotto nel 1970. Prima degli anni settanta, quando la separazione era ancora in fenomeno raro, veniva vissuta come un evento traumatizzante e deviante. L’idea che la separazione fosse un evento nocivo per le persone coinvolte, e dalla quale derivassero necessariamente degli effetti devastanti e nefasti, ha ispirato la maggior parte delle ricerche (Lasio, 2006). Negli anni Cinquanta la separazione era spiegata come un evento denso di effetti negativi per i protagonisti, sopratutto per i figli che si riteneva che fossero meno corazzati e testimoni meno attivi. Negli anni Sessanta l’accento venne spostato sul ruolo dell’individualità, intesa come volontà individuale, come causa della separazione. Alla fine degli anni settanta, all’aumentare del numero delle separazioni, e con la nuova logica della decolpevolizzazione, la ricerca è entrata in una nuova ottica, attraverso la considerazione dei possibili esiti favorevoli. Attualmente, non si colloca più la rottura del legame coniugale fra gli eventi necessariamente nefasti e devastanti, ma, in alcuni casi, si  arriva a ritenerla una tappa normale del ciclo di vita, dalla quale possono, perché no, derivare effetti benefici.

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Una delle esperienze più dolorose ed intense, in tema d’amore, è sicuramente il imagestradimento.

Il significato della parola tradimento viene dal latino “tradere”, corrispondente in italiano a “consegnare”, inteso nel significato di consegnare ai nemici. Indica l’atto e il fatto di venire meno a un dovere o a un impegno morale o giuridico di fedeltà e di lealtà. Il tradimento ci viene proprio da quei rapporti dove la fiducia primaria è possibile.

Nella situazione di fiducia, nell’abbraccio affettuoso, con un amico, un parente, l’analista, mettiamo allo scoperto qualcosa di noi, che avevamo tenuto nascosto; possiamo essere realmente traditi solo quando ci fidiamo veramente. Più grandi sono l’amore, la lealtà e l’impegno, maggiore sarà il tradimento. Quando in una unione esiste la fiducia, il rischio del tradimento diviene una possibilità con cui convivere e quindi è parte della fiducia, come la conquista è parte/possibilità della sconfitta.

All’interno della coppia, il tradimento, può diventare l’esito finale di un disagio presente da tempo. Come tutti gli eventi, rappresenta un’occasione per evolvere, dal momento che devia il corso delle cose.

Il tradimento, come atto, è una mossa relazionale e nella sua logica vede la possibilità di analisi da diversi punti di vista, quello di chi tradisce, quello di chi viene tradito e quello della relazione.

“Traditore

spesso , mi è stato riferito come un evento improvviso e occasionale; ma nella vita tutto ha un senso e anche gli imprevisti, sono il risultato di una serie ininterrotta di decisioni più o meno consapevoli. Si tradisce perché dentro si ha un vuoto e ci si sforza di colmarlo in qualche modo. Non si è in grado fare finta che quel vuoto non ci sia…il disagio, è presente comunque. Il tradimento, “non esiste”, è solo il tentativo del proprio Io di colmare quel vuoto, quel senso di profonda solitudine. La pancia, sede delle emozioni, trasmette il disagio al cervello primario o rettiliano, che lo risolve nel modo più rapido…quando la persona che ci sta vicino non è emotivamente disponibile, ci si concentra su azioni, che permettono di esprimere un bisogno in maniera limitata; l’azione più comune, è quella di concentrarsi sul sesso. A quel punto ci si ritrova davanti a un bivio,  o si prende la salita e ci si mette in discussione, oppure si sceglie la discesa e si rompe la relazione. Si formeranno altre coppie, che non avendo risolto il problema di quel vuoto continueranno a tradirsi all’infinito. E ci sarà sempre, un frustrato, travestito da cinico, pronto a sentenziare che la vita è soltanto questo: il luogo, del deterioramento dei corpi e dei sentimenti. Oppure ancora, come in un emblematico brano di C. Consoli, si sceglie di andare avanti, in una ostinata consuetudine, sostenuta dalla forza dell’inerzia, una sintonia perversa.

SEG15162_gSe si decide di prendere la salita, occorre modificare punto di vista e, con la consapevolezza che nessuno , se non noi stessi, potremmo colmare “quel vuoto”, liberarsi dalle catene, troppo spesso, le persone, chiamano amore una dipendenza o un’abitudine.

 

 “Tradito”

quando ci si può fidare, quando si è sicuri ed accolti, quando non si può essere abbandonati o feriti, significa essere fuori dalle vie della dispiacere e quindi, fuori della vita reale. E non importa quale sia il calice della fiducia, se l’analisi, il matrimonio, l’amicizia, o un qualsiasi rapporto umano…

Se ci viene data assicurazione che ne usciremo incolumi, o addirittura arricchiti, se saltiamo dove ci sono sempre braccia per riceverci, il nostro non è un vero salto, a parte Vertrauensfalll’emozione del volo, non vi è alcuna differenza fra il secondo o il decimo gradino. E’ la fiducia primaria che permette di volare cosi in alto, ma poi succede che, nonostante una promessa, accade l’incidente, e si cade. La promessa mancata è una intrusione che la vita “confeziona” nella sicurezza nella quale, ci si può affidare all’ordine di tutte le cose. Ma è anche l’entrata violenta ad un altro livello di consapevolezza,

anche nel rapporto più fiducioso, esiste la possibilità del tradimento. 

Il momento critico del grande abbandono, è un momento molto delicato.Se in un rapporto veniamo abbandonati, siamo tentati di negare il valore dell’ altra persona, di vedere, improvvisamente, tutte le sue ombre, che naturalmente, nella situazione di fiducia non esistevano. Questi lati negativi, rivelatisi tutto d’un tratto, sono una compensazione di idealizzazioni precedenti, e la mole di queste rivelazioni, indica la bassa coscienza in cui prima ci si trovava. Così dobbiamo ammettere che, quando l’amarezza per un tradimento è molto forte, in precedenza, esisteva una situazione di fiducia primaria, d’innocenza infantile, nella quale la realtà era negata. Ma il mutamento improvviso da uno stato incosciente alla coscienza è proprio di qualsiasi momento della verità perciò non è questo il rischio principale.

Più pericolosa è l’indifferenza. Una delusione subita in amore, in un gruppo, da un amico o un analista, porta spesso ad un mutamento nella persona tradita, la quale non solo nega il valore della relazione e della persona in causa, ma, l’amore in genere, diviene per essa inganno, i gruppi sono trappole, l’analisi è lavaggio del cervello ecc… “colpisci l’altro prima che sia lui a colpire;”. Questo è il make-up, per nascondere le cicatrici della fiducia tradita. Questo atteggiamento, se mantenuto costante nel tempo, impedisce o comunque inibisce lo crescita verso il significato positivo del tradimento. La persona tradita giura di non salire più cosi in alto, Il processo è rovesciato, le esperienze vengono orientate dando loro valori opposti e si agisce contro il proprio sistema di valori. Si giustificano le proprie azioni con  rappresentazioni che non appartengono, in questo condizione si è veramente traditi, dati in mano ad un nemico intimo. Questa alienazione da noi stessi, dopo il tradimento, è estremamente protettiva, non si vuole essere più colpiti e poiché la ferita viene proprio dall’aver rivelato come siamo fatti, cominciamo con l’evitare accuratamente di ricascarci.

“La relazione”

Il tradimento ha minacciato la stabilità della relazione, la fiducia costruita insieme viene meno. La stabilità di ogni membro verrà messa a dura prova, stress, aggressività, incapacità nella gestione della propria rabbia, senso di frustrazione, questi i vissuti principali, cui ogni coppia reagirà con le sue modalità e tempistiche. La comunicazione diventa estremamente ardua ed incomprensibile, l’altro viene percepito come un estraneo, ciò che sembrava indicare una forte vicinanza tra le due persone non è che una malinconica distanza. corderotte-gLa ferita è dovuto soprattutto alla sensazione che siano venute meno le premesse di base su cui si fondava la relazione. Il tradimento, mette le persone davanti allo specchio, parla della coppia reale, spesso, la sensazione è di non riconoscere più chi si ha davanti.

Ma il tradimento, rappresenta un’occasione per evolvere racchiude un messaggio unico, quella relazione vi sta offrendo, una possibilità di cambiare, e allora bisogna scegliere, comprendere chi siamo e cosa vogliamo, imparare a conoscere chi si ha davanti e… se lo si vuole scegliere ancora.

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Mi serve uno psicologo?

 

I pregiudizi sulla psicologia sono tanti. Prima di metterci in contatto con un professionista in questo campo ci facciamo molte più domande che per chiamare un dentista o un idraulico. Perché? Perché del dente, delle tubature vediamo la contingenza , e sappiamo che non sono una nostra limitatezza. Se invece il malessere è di natura personale, pensiamo che la soluzione non arriverà o che la si possa semplicemente… aspettare!

Perchè se ci si rivolgesse ad uno psicologo significherebbe che la nostra difficoltà sarebbe reale,

perché ci metteremmo in una posizione scomoda,

perchè saremmo ritenuti dei malati, (non a caso veniamo chiamati strizzacervelli!),

perché se uno ha bisogno di sfogarsi, è sufficiente parlare con un amico,

perché costa !!! conto-deposito-preferito-dagli-italiani

Andare dallo Psicologo è crescita personale, dallo psicologo si affrontano delle difficoltà interiori, si definiscono i problemi e gli obiettivi, e si decide come lavorarci. Il professionista è in grado di fare qualcosa di qualitativamente diverso rispetto al dare consigli e all’ascoltare, come potrebbe fare un amico. Il professionista possiede gli strumenti e le tecniche, che la ricerca gli ha messo in mano, per guidare la persona verso la comprensione e la modifica attiva di quei comportamenti, atteggiamenti, credenze, affetti, che possono essere causa di disagio.

Vero è, che il desiderio di cambiare, è ben diverso dal pretendere che qualcuno ci risolva i problemi. Non basta iscriversi in palestra per vedere dei miglioramenti, bisogna andarci, sudare e faticare!!!

Se non si è realmente motivati a mettersi in gioco, non ci sarà nessun progresso. Non sarà rassicurante, ma questa è la psicologia, rappresenta un investimento, per il nostro benessere, per il presente e per il futuro.

E’ davvero curioso come, a volte, il nostro punto di vista sulle cose possa diventare così poco flessibile che si rende necessario che qualcuno, dall’esterno, ci aiuti, così facendo, ci permette di esplorare altri modi di vedere e giudicare gli eventi. E’ un punto di vista supportato dall’esperienza e dalle conoscenze scientifiche, la realtà, non sempre è come ce la immaginiamo. Ci sono momenti, in cui è proprio il fatto di “essere nella nostra pelle,” che non permette di trovare la soluzione. Cosa succede realmente, lo si capisce solo provandolo di persona, ed è davvero difficile descrivere l’intensità delle emozioni in gioco durante una seduta, nella mia esperienza, ho imparato che non ci sono formule magiche, ma che ogni incontro, è una storia a parte da definire.

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Quindi, quando rivolgersi ad uno psicologo?  imagesCAHJTWOD

Quando sembra che le nostre scelte siano tutte sbagliate…

Quando si sta vivendo un momento di difficoltà e si ha bisogno di fare chiarezza per andare avanti…

Quando un sintomo sta rendendo difficile la nostra quotidianità e le nostre relazioni (fobie, attacchi di panico, difficoltà sessuali)

Quando la nostra salute è compromessa da un comportamento inadeguato e pericoloso (problemi alimentari, droga, alcol, dipendenze etc.)

Quando la nostra vita di coppia è ad un bivio…

Quando la nostra vita di coppia ha difficoltà, ci si sta separando o si ha un calo dell’attrazione, o si è vissuto un tradimento…

Quando ci si sente soli e non si riesce a realizzare quello che vorremmo…

Quando siamo separati ma vogliamo un aiuto per il bene dei nostri figli e non vogliamo smettere di essere e fare i genitori…

Quando il rendimento scolastico dei nostri figli è problematico …

Quando viviamo con una malattia che limita la qualità della nostra vita …

Quando qualche comportamento di un nostro caro ci sta preoccupando…

Quando la nostra vita corre troppo e abbiamo bisogno di imparare a rilassarci…

Quando nella nostra vita è venuto a mancare qualcuno di speciale e abbiamo bisogno di aiuto per andare avanti…

Quando abbiamo solo bisogno di uno spazio nostro dove mettere ordine nel racconto della nostra vita.

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Madri si nasce, padri si diventa?

Questa galleria contiene 1 foto.

  Ma come si diventa genitori, come si diventa mamma o papà? Essere genitori non significa avere dei figli, non bisogna identificare la generatività o geneticità con la genitorialità. Come per quelli che escono dal coma, ai quali viene chiesto … Continua a leggere

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il comportamento assertivo

 

images (7)Il comportamento assertivo è quel comportamento attraverso il quale si affermano i propri punti di vista, senza prevaricare né essere prevaricati. Con essa viene adottato uno stile comunicativo che permette all’individuo di esprimere le proprie opinioni, le proprie emozioni e di impegnarsi a risolvere positivamente le situazioni e i problemi. Non esiste una risposta assertiva definibile in modo assoluto, essa deve essere valutata all’interno della situazione sociale ed è un processo continuo di aggiustamento della propria performance comunicativa. Il comportamento assertivo quindi non è intermedio tra il comportamento aggressivo e passivo: la persona assertiva sa esprimere in modo chiaro e tecnicamente efficace, emozioni, sentimenti, esigenze e convinzioni personali riducendo sempre più le sensazioni d’ansia, disagio o aggressività.  images (8)

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